Badia a Passignano - Tavarnelle Val di Pesa - Chianti

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Badia a Passignano - Chianti

 

Badia a Passignano

Secondo la tradizione, Passignano sarebbe stato sede di un insediamento etrusco e in seguito, durante il medioevo, sede di un monastero. Nei documenti storici, però, la prima testimonianza di Badia a Passignano è riportata in un documento del nono secolo in cui si fa menzione della prima posa dell’Abbazia, ad opera di un certo frate Soldani, nel 891.
Dopo un periodo di declino, durante il quale la badia è stata sede di un ordine secolare di sacerdoti, Badia a Passignano ha ricevuto nuovo impulso vitale grazie a San Giovanni Gualberto. Il fondatore dell’ordine monacale dei vallombrosani, infatti, passò gli ultimi anni della propria vita proprio tra i colli di Passignano. Qui ricevette la visita del papa Leone IX, diretto a Firenze, e qui volle morire ed essere sepolto il 12 luglio del 1073.
A seguito di questi eventi, la Abbazia accrebbe la propria influenza sulle chiese vicine e la propria giurisdizione crebbe considerevolmente, al punto di estendersi a gran parte del territorio toscano.
Nel 1255 l’Abbazia venne messa a ferro e fuoco dai seguaci della famiglia fiorentina degli Scolari. Solo la chiesa sopravvisse all’attacco e il monastero venne ricostruito su iniziativa dell’abate Ruggero del Buondelmonti, il quale lo dotò di un’eccellente fortificazione, capace di resistere all’invasione ordinata da Enrico VII di Lussemburgo nel 1312.
La potenza e la ricchezza dell’abbazia crebbe nel corso del 1300 annettendo buona parte dei territori della Val di Pesa e del Chianti. Ma fu proprio l’accresciuta ricchezza  e le tensioni politiche a determinarne la fine dell’indipendenza, quando Lorenzo il Magnifico richiese il monastero in commenda per il figlio Giovanni, e ottenuto il permesso da parte del papa, fece espellere abate e frati, traslocati nel convento di San Salvi.
Divenuto papa Leone X, nel 1499 il convento tornò nelle mani dei frati, che pagarono ai medici un tributo di 200 scudi l’anno.
I monaci vallombrosani rimasero gli unici proprietari della Badia a Passignano, fino a quando Napoleone sciolse la confraternita e confiscò i beni delle congregazioni ecclesiastiche.
Badia a Passignano è costituita, oltre che dal monastero, de due chiese: San Michele e San Biagio.
San Michele ha una pianta a croce latina ed è stata rimaneggiata più volte nel corso dei secoli, ma ancora oggi è possibile ammirare la cripta che si apre sotto la parte centrale del transetto.
La parte superiore dell’imponente torre campanaria, è stata ricostruita nel 1800, mentre è notevole la statua di San Michele Arcangelo che domina la facciata. L’angelo impugna con una mano il globo e con l’altra la spada con cui si appresta a sconfiggere Satana in forma di drago o serpente. L’opera, che risente dell’influenza bizantina, è stata attribuita a un tale Arriguccio, ospite della badia nel XII secolo.
L’interno è impreziosito da un coro ligneo del sedicesimo secolo, opera di Michele Confetto, da una statua di San Giovanni Gualberto attribuita a Giovan Battista Caccini e di una serie pittorica a decorazione della volta della cappella di San Gualberto, con le scene della vita del santo, opera di Alessandro Allori. La sagrestia ospita un reliquiario, con i resti del santo, di mirabile oreficeria fiorentina.
Nella vicina chiesa di San Biagio, costruita nel periodo a cavallo tra il romanico e il gotico e recentemente restaurata, sono ammirabili bellissimi affreschi della scuola del Ghirlandaio.
Un’Ultima Cena opera del Ghirlandaio è ospitata nella sala del refettorio dell’antico monastero, trasformato in villa. Qui sono anche que affreschi ispirati al libro della Genesi, opera di Stefano Rosselli, alcuni episodi della vita di San Benedetto di Filippo di Antonio Filippelli, e nella sala capitolare, un’Annunciazione del tardo ‘400.


Vicino a Badia a Passignano:
Tavarnelle val di Pesa
San Donato in Poggio